11 Feb

Cipro : fra retaggio coloniale, pirateria finanziaria e idrocarburi

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Cipro è un’isola del Mediterraneo orientale, geograficamente parte del continente asiatico, ma europea per radici storico-culturali, benché sia molto più vicino alla Turchia, alla Siria e Israele che al resto d’Europa.

L’isola ha una superficie inferiore a quella della Sicilia e una popolazione di circa 1.000.000 di abitanti, due terzi dei quali sono di etnia greca (greco-ciprioti), mentre un terzo è di etnia turca (turco-ciprioti).

Dal 1236 al 1571 Cipro fu dominata dalla Repubblica di Genova e poi dalla Repubblica di Venezia. Dal 1571 al 1868 l’isola ha fatto parte dell’Impero Ottomano. Durante tutto questo periodo le due etnie vivevano pacificamente insieme ed erano sparse su tutto il territorio.

Dal 1868 al 1960, Cipro è stata colonia britannica ed ha rivestito un’importanza strategica fondamentale per l’espansione coloniale della Gran Bretagna, che ancora oggi possiede due basi militari sull’isola.

Subito dopo l’acquisizione di Cipro da parte della Gran Bretagna, emerse un movimento di nazionalisti greci (Enosis), che voleva l’annessione di Cipro alla Grecia. Questo movimento contribuì in modo significativo alla nascita di un conflitto tra gli abitanti di etnia turca e di etnia greca. Il movimento dei nazionalisti greci aveva molti seguaci anche a causa delle pessime condizioni economiche in cui versava la popolazione. La Gran Bretagna non investiva nell’isola, promuoveva la creazione di un’elite privilegiata e perseguiva una politica di “separazione razziale” tra i greco-ciprioti e turco-ciprioti, per esempio con scuole e istituzioni separate. Fu così che le ostilità fra i due gruppi si esacerbarono durante il periodo coloniale, a vantaggio degli interessi geopolitici della Gran Bretagna.

Dopo la seconda guerra mondiale si rafforzò il desiderio di un’annessione alla Grecia, e con esso le tensioni fra il gruppo turco e il gruppo greco. I turco-ciprioti erano infatti contrari all’unione con la Grecia, e cominciarono a volgere lo sguardo verso la Turchia, che nel 1923 era diventata una repubblica. Presto il conflitto assunse una dimensione internazionale, toccando gli interessi di Gran Bretagna, Turchia e Grecia. In questo contesto Cipro ottenne l’indipendenza nel 1960.

Dopo l’indipendenza, le tensioni tra i due gruppi etnici crebbero nuovamente, con attacchi terroristici, violenza, stupri, stragi di polizia e discriminazione. La situazione precipitò nel 1974, allorché i nazionalisti greco-ciprioti, che volevano l’annessione alla Grecia, assunsero il potere con un colpo di stato. Il colpo di stato provocò l’intervento della Turchia, che invase l’isola occupandone circa il 37%, nella zona settentrionale.

L’invasione turca del 1974 fu accompagnata da massacri da entrambe le parti e fece molte vittime, provocando anche la deportazione di circa 200.000 abitanti. Moltissimi greco-ciprioti abbandonarono il nord dell’isola, lasciando case e proprietà che furono assegnate a turco-ciprioti, che a loro volta erano fuggiti dal sud.

Da allora, l’isola è divisa fra la Repubblica Turca del Nord, che non è riconosciuta a livello internazionale, e la Repubblica di Cipro a sud, membro dell’Unione Europea dal 2004. La Repubblica del Nord viene protetta dalla Turchia, che vi ha stazionato circa 30.000 soldati, ed ha anche provveduto a migliorare l’approvvigionamento idrico di questa parte dell’isola con una condotta sottomarina che parte dalla Turchia e contribuisce notevolmente al miglioramento del settore agricolo, assicurando l’irrigazione delle numerose piantagioni di agrumi tipiche di questa zona.

Le trattative sulla riunificazione delle due parti dell’isola, che finora sono sempre fallite, sono riprese nel 2016, probabilmente per motivi economici. Una riunificazione avrebbe enormi vantaggi per l’economia di entrambe le parti: il nord otterrebbe l’accesso al mercato comunitario, mentre il sud (e con esso tutta l’Unione Europea) potrebbe commerciare più facilmente con la Turchia. E una riconciliazione fra Cipro e Turchia è indispensabile per procedere allo sfruttamento degli enormi giacimenti di gas naturale scoperti recentemente nelle acque cipriote (vedi sotto).

Le trattative si sono tuttavia arenate, e ciò non soltanto a causa delle rivendicazioni di  proprietà dei greco-ciprioti sfollati, o del rifiuto della Turchia di ritirare le truppe di occupazione. Il principale motivo del fallimento è il baratro economico-sociale che divide le due parti del territorio, non soltanto a livello geografico.

Il Nord dell’isola vive prevalentemente di agricoltura e di commercio con la Turchia.  È isolato a livello internazionale e non può partecipare al commercio mondiale.

Al contrario la Repubblica di Cipro del sud è diventata un importante centro finanziario, che beneficia dell’adesione all’Unione Europea. Ma anche prima dell’adesione, l’economia di Cipro, che era un vero e proprio paradiso fiscale, era centrata sul settore finanziario. Ancora oggi il sud dell’isola pullula di studi legali e consulenti tributari che si dedicano all’amministrazione di patrimoni provenienti dall’estero, e all’elusione fiscale.

A partire dagli anni 80 sono affluiti a Cipro ingenti capitali dall’ex Unione Sovietica e anche dagli stati arabi. L’afflusso di questi capitali ha alimentato un sistema bancario di dimensioni sproporzionate rispetto all’economia dell’isola. A causa del massiccio acquisto di titoli di stato greci, il paese ha sfiorato la bancarotta nel 2013, ed è stato salvato con un prestito di 10 miliardi concesso da una troika composta da UE, BCE e FMI . Ma il prestito è stato concesso a condizione che i creditori partecipassero al salvataggio delle banche con un prelievo obbligatorio sui depositi superiori a 100.000 € (fino al 50% per la Laiki Bank e fino al 30 % per la Bank of Cyprus).

Una delle condizioni del salvataggio del 2013 era il ridimensionamento del settore bancario- finanziario di Cipro, che però non è stato messo in pratica. Il settore finanziario continua ad essere sovradimensionato rispetto al resto dell’economia. Le banche sono piene di crediti sofferenti. Ed anche il numero di società di investimento mobiliare (SIM), autorizzate ad operare in tutta Europa grazie alla sede a Cipro, sta diventando un fattore destabilizzante.

Queste SIM hanno sede a Cipro soltanto per potere avere accesso al mercato comunitario, pur rimanendo soggette ad una supervisione finanziaria molto blanda, che si permette di non applicare numerose normative comunitarie. A causa del “rischio morale” legato alla mancanza di supervisione e di veri controlli, molte di queste SIM si sono rese colpevoli di vere e proprie truffe a scapito di migliaia di piccoli investitori residenti in tutta Europa.

In base alla normativa europea, Cipro ha un fondo di compensazione denominato ICF Questo fondo dovrebbe proteggere gli investitori fino a 20.000 €. Tuttavia, in relazione al numero di SIM,  è probabile che l’ICF sia sottocapitalizzato e quindi non in grado di fornire garanzie sufficienti. Se una grande SIM cipriota dovesse presentare istanza di fallimento, questo potrebbe causare l’insolvenza del fondo di compensazione, e forse anche il collasso dell’intero sistema finanziario cipriota.

L’industria manifatturiera è quasi inesistente a Cipro. Negli ultimi anni, notevoli quantità di gas naturale sono state scoperte nelle acque a sud dell’isola. Le compagnie petrolifere di Francia, Italia, Corea del Sud e Stati Uniti si contendono le concessioni di esplorazione e perforazione. Queste ingenti riserve di gas naturale hanno certamente conferito a Cipro una notevole importanza geopolitica, destinata a cementarne la posizione nella UE. Ecco una mappa delle licenze di esplorazione attualmente concesse (Fonte: Ministero dell’Energia, Commercio e Turismo della Repubblica di Cipro):

Is the oil, stupid ?

In questo contesto è comprensibile che si siano riaperti i negoziati per la riunificazione: Cipro potrebbe diventare un importante fornitore di energia per la Turchia, che è attualmente dipendente dalla Russia, e potrebbe costruire un gasdotto attraverso le acque turche.

Politicamente, Cipro è una repubblica presidenziale. Il Presidente e capo del governo è eletto con voto popolare per cinque anni. Il partito attualmente al potere è il DISY, di stampo conservatore. Le prossime elezioni si terranno nel 2018.

Corruzione e nepotismo sono all’ordine del giorno a Cipro. Un elenco degli scandali scoperti nel 2015 si trova nel Rapporto Annuale della Corte dei Conti di Cipro (Audit Office of the Republic of Cyprus), presieduta da un funzionario che, a differenza dei suoi pari, combatte la corruzione e ha deciso di fare pubblicamente “mani pulite”. Recentemente questa autorità ha rivelato uno scandalo legato a una società che riceve appalti pubblici, di cui un importante ministro è proprietario al 60 %.

Odyseas

Odysseas Michaelidis,  Auditor General di Cipro

 

Pur godendo di tutti i benefici connessi all’adesione all’Unione Europea, Cipro è inadempiente per quanto riguarda l’attuazione delle normative comunitarie. Attualmente sono in corso numerosi procedimenti di infrazione, intentati dalla Commissione Europea contro Cipro. Uno dei procedimenti riguarda la mancata attuazione della direttiva sull’indipendenza dei revisori dei conti, mentre un altro procedimento (già in fase avanzata), riguarda la mancata attuazione della direttiva sulla pubblicazione dei bilanci. Quest’ultima violazione ha come conseguenza pratica l’impossibilità di accedere tempestivamente ai bilanci delle SIM da parte degli investitori danneggiati.

Per quanto riguardo il tessuto sociale, Cipro è caratterizzata da una forte diseguaglianza fra una maggioranza della popolazione afflitta da disoccupazione e precariato, ed una minoranza privilegiata composta di poche famiglie che si dividono cariche, appalti pubblici, sovvenzioni comunitarie e tutti gli altri vantaggi legati al potere politico. Oltre a ripartirsi le cariche pubbliche, i membri di questa oligarchia fanno normalmente parte dei numerosi studi legali e tributari connessi al sistema bancario – finanziario.

Questi potentissimi studi legali fanno spesso i loro affari al limite della legalità. Recentemente un sostituto procuratore della repubblica è stato condannato ad una pena detentiva per abuso di potere e concussione, assieme al celebre avvocato che lo aveva corrotto.

Considerando che anche la popolazione del nord di Cipro è finora esclusa da questi privilegi, un’eventuale riunificazione di Cipro potrebbe causare una redistribuzione di cariche e benefici, che l’elite privilegiata non può che temere.

Anche il potere di rilasciare le concessioni per l’esplorazione di idrocarburi nelle acque cipriote è tutto in mano a questa oligarchia, che potrà anche assegnare gli appalti per la costruzione del gasdotto. Ultimamente sono state concesse licenze esplorative di grande valore ad alcune compagnie petrolifere, fra cui spiccano l’ENI e la francese Total. Come corrispettivo iniziale Cipro ha ricevuto un importo di 103,5 milioni di euro.

Che sia questo il motivo per cui le autorità comunitarie non sono intervenute in modo efficace contro le violazioni delle norme comunitarie da parte di Cipro, che ha consentito a numerose società di investimento di partire all’arrembaggio contro migliaia di piccoli investitori in tutta Europa, rimanendo sostanzialmente impunite?